mercoledì 14 agosto 2019

Un altro racconto dal fondaccio del cassetto PARTE I

Stavolta un tema nuovo, diverso, fresco, mai sentito; parliamo di zombies (da leggersi come si scrive n.d.a.).

I. Michael
Michael Thutruth si svegliò molto tardi quella mattina, con i postumi della sbronza colossale della sera prima. Fumò una sigaretta ancora prima di alzarsi dal letto con gli occhi che mettevano a stento a fuoco la macchia di muffa sul soffitto della camera, vuotò il fondo del caffè di qualche giorno prima dalla tazza trovata per caso sul comodino, poi diede un lungo sorso di whiskey scadente dalla bottiglia ai piedi del letto e si tirò su, quasi pronto per affrontare un' altra giornata di merda. Pensò che la barba sfatta di tre giorni fosse perfetta per affrontare l'esterno; rispecchiava perfettamente come si sentiva dentro e non ci teneva per un cazzo proprio a dare una qualche immagine diversa di sè al mondo. Mise sul fuoco una nuova moka di caffè e mentre aspettava che venisse su ne approfittò per darsi una lavata veloce e indossare il vestito buono; un paio di jeans logori e una canotta grigia con la stampa a caldo del logo "Star Helix-Ceres station" in bianco sul davanti, le fedeli e logore scarpe da ginnastica col memory foam ai piedi. Sorseggiando il caffè al tavolo della cucina sfogliò sovrappensiero il giornale della settimana precedente, senza neanche leggerlo; i suoi pensieri andavano tutti a quella puttana della sua ex moglie che gli aveva  appena chiesto, tramite l'avvocato ovviamente, un mantenimento di settemila dollari al mese, quell'avida troia. Per fortuna la storia si svolge in Italia e qui c'è l'euro; almeno una buona notizia ogni tanto. Comunque Michael, Mikey per gli amici, quindi Micheal, come dicevamo, uscì dalla porta del suo appartamento al trecentosettantaseiesimo piano del Trump Riport Building, senza sapere, ovviamente, che non vi avrebbe mai più fatto ritorno.

II. I fottutissimi zombies (da leggersi come si scrive n.d.a.)
Fu veramente questione di un solo attimo, un attimo merdoso, e la città intera, ma forse anche il mondo intero, furono totalmente impestati di Apocalisse Zombies  (da leggersi come si scrive n.d.a.). Perchè, percome e perglialtricazzi non ci è dato saperlo, come in ogni buona storia di non-morti che si rispetti (in certe lo spiegano, lo so, ma chissene) ciò che conta è che c'erano cadaveri putrefatti che gironzolavano ovunque assaltando chiunque si parasse loro davanti per mangiargli il cervello, con conseguente diminuzione di popolazione e con il crearsi di pochi gruppi di sopravvissuti isolati dagli altri a tentare di cavarsela in situazioni sempre al limite del fattibile. Molti morivano infatti nel tentativo di sopravvivere; i più per morso di zombie, qualcuno per qualche sfortunato incidente, come capita d'altronde anche nella vita di tutti i giorni. Dall'inizio del contagio a questa situazione apocalittica stabilizzata ci erano voluti circa quaranta giorni; i primi annunci di morti apparenti tornati in vita e divenuti violentissimi, le immagini di esercito e polizia che tentano di arginare folle inferocite di cadaveri aggressivi e sbavanti, le grandi capitali del mondo che vanno a fuoco quale simbolo dell'annientamento della civiltà come la conoscevamo, poi l'interruzione delle comunicazioni mediatiche e il minaccioso silenzio globale interrotto solo dagli UAARGGHHH degli zombies (da leggersi come si scrive n.d.a.).
Questo lasso di tempo comunque era lo stesso che Michael aveva impiegato per arrivare fino al piano terra del suo palazzo (l'ascensore era rotto); in altre parole quando uscì dal suo appartamento il mondo era perfetto (oddio, perfetto...), quando giunse al portone del palazzo tutto era un'immensa onda di merda.

continua...

sabato 5 agosto 2017

Qui manca il titolo

Gentilissimi, siccome è da un piccolo po' su questo blog non viene postato nulla, oggi vi voglio omaggiare con un cadeaux; una storia inedita scovata tra gli appunti del famoso scrittore Quintasso da Bacodaseta. Come tutti sanno il da Bacodaseta fu famoso per le sue "poesie senza senso nè rima" e per i suoi racconti di genere "romanticismo russo appesantito". Reputerete perciò incredibile che la suddetta storia sia invece un raccontino abbozzato di ambientazione fantascientifica, ritrovata per caso in un taccuino di appunti rinvenuto sul fondo di una cassa di vinazza rancida che appartenne all'autore. Ma non lasciamo che siano le mie scialbe parole ad intrattenervi quanto piuttosto lo strabiliante intreccio di parole intessuto dal Quintasso. Buon divertimento.

"È stato il maggiordomo senza dubbio!" esclamò l'ispettore Yurin ad alta voce al centro dell'enorme salone in cui aveva fatto riunire tutti gli abitanti di casa Popopopoposkovic . Tutti ammutolirono, tranne il maggiordomo che non potendo più negare l'evidenza tirò fuori dalla livrea un mitragliatore e iniziò a crivellare di colpi tutti i presenti proferendo le parole "Ebbene sì, e ora che sono stato smascherato non mi resta che uccidere tutti!" L' ultimo pensiero dell'ispettore prima di stramazzare esangue al suolo fu "che culo, ho indovinato al primo colpo".

sabato 21 marzo 2015

Grandi opere Dautore incompiute (in computer)

Non tutte le grandi opere vedono la luce; questo è risaputo. Perciò oggi vi proponiamo alcune chicche sulle quali il vostro affezionatissimo è riuscito a metter mano nel corso degli anni. Sono progetti, stralci, inizi, appunti di opere che per un motivo o una cazzata non hanno visto la parola fine e sono rimasti nei cassetti della biancheria (sporca) per anni e anni e anni e mesi, ore perfino. Che siano libri, fumetti, films, opere teatrando o altro, engioi de sciò raga, engio de sciò!
Perchè non vai a lavorare, autore di questo blog dei me cojoni?!?


Quello stronzo dell'autista dell' autobu che piglio ogni mattina per andare al lavoro. 
Un romanzo di Dino Conta

Il sole fece pigramente capolino quella mattina d'autunno, mentre Fredraic Turboleso si stava preparando per uscire di casa e affrontare uno degli eventi più importanti di tutta la sua vita: era da anni che si preparava incessantemente per l'occasione che gli si era finalmente presentata... ma facciamo un passo indietro... AIUTO, INCIAMPO SU UN OGGETTO NON PREVISTO... CADO...SBATTO LA CAPA... MUORO!

N.d.e. sempre meglio guardare dove si cammina...



Super uomini muscolosi di professione impiegati salvano il mondo dai terroristi barbuti 
Un film di Maico Propaganda

Maico Propaganda aveva un sogno: fare un film in grande stile a Hollywood. E dopo 20 anni spesi a fare gavetta in mediocri produzioni, specializzandosi soprattutto nel genere delle commedie filosofico/splatter/pecorecce, riesce ad ottenere il finanziamento per l'idea della sua vita e cioè il super action movie dal breve ma intenso titolo Super uomini muscolosi di professione impiegati salvano il mondo dai terroristi barbuti (peraltro accorciato rispetto alla prima idea originale di chiamarlo Super uomini muscolosi con riporto e la pancetta di professione impiegati qualcuno in banca, altri in posta, altri in vari uffici comunali e regionali, salvano il mondo dai terroristi barbuti un po' scuri e assai cattivi armati fino ai denti, a suon di esplosioni, botte, esplosioni, sparatorie, esplosioni, inseguimenti, esplosioni, idee brillanti ed esplosioni, travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto, il tutto piluccando l'ultimo pandoro rimasto dal Natale, ripieno di gelato però).
Iniziano le riprese, che secondo la filosofia di Maico, dovranno essere eseguite nello stesso ordine della svolgimento della storia. Parte il ciak della prima scena: in primo piano si vede un ometto di mezz'età in strada che manda un bacio ad una signora che sta a salutarlo sulla soglia di una casetta (la moglie? l'amante? La sorella? questo ancora non lo sappiamo). Sullo sfondo un'auto parcheggia ma nel fare manovra tocca accidentalmente un altro veicolo; questo esplode provocando una serie  di esplosioni a catena di tutte le macchine dell'isolato. Nel cielo un elicottero viene abbattuto da un razzo, da dietro un grosso palazzo esce un commando armato che inizia a fare fuoco a casaccio  e subito dopo un centinaio di Swat entrano in azione. Esplode qualcosa in lontananza, poi esplode un grattacielo di 9.000.000 di piani... e qui l'inghippo; la carica sistemata per gli effetti speciali era leggermente eccessiva e provoca l'esplosione accidentale del regista stesso.



La filosofia dell'essenza nell'infinito irreale casuale: un soliloquio srtacciapalle in settantaquattro atti troppo lunghi
Una rappresentazione teatrale di Ausclopio Pseudointellettualoide

L'Ausclopio, già famoso come critico d'arte e testimonial per antidiarroici ha intenzione di proporre un'opera che rivoluzionerà per sempre il concetto stesso di teatro; vista la mole di lavoro che si è prefisso però decide di fare un test preliminare iniziando a buttare giù un piccolo abbozzo di 32 ore di spettacolo e mettendolo in scena per pochi amici intimi. Al quarto minuto però il ragionier Vergazzi (suo testimo di nozze) estrae un fucile da caccia a canne mozze e lo abbatte. In seguito non si pentirà mai di quell'azione.


Intanto questi, perchè le perle rare van assaporate un poco per volta...


giovedì 19 marzo 2015

Elogio inverso della macchina lavavestiti semi automatica (prima parte)

L'ammorbidente non esiste. È solo un concetto radicato nelle nostre menti ma privo di qualsivoglia fondamento reale. Davvero, pensateci un attimo, se esistesse davvero, indossando questi cosidetti vestiti ammorbiditi, saremmo tutti morbidi di carattere, anzichè egoisti e anche un po' stronzi come da dimostrazione dei fatti (affacciati alla finestra e aspetta cinque minuti che succeda qualcosa se non ci credi, tipo uno che clacsona BEEP BEEP ad un altro a un incrocio e l'altro che scende e lo vuole schiattare di mazzate col crick). Quindi l'ammorbidente non esiste dicevo e visto che è così e l'abbiamo appena dimostrato, adesso parliamo di altro: me ne stavo comodamente con i piedi appoggiati sulla scrivania del mio ufficio a Scranton quando all'improvviso non ti suona il telefono?! Apro gli occhi di scatto e rispondo fulmineo - Chi scassa?- Dopo qualche secondo di imbarazzato silenzio dall'altro capo la voce sensuale di una femme fatale bionda col vestito rosso anni 50 mi dice - Parlo con Mr. Malone Sendà, Praivat Investighetor? -
- Sì bambola, sono io -
- Ho un caso delicato da affidarle, sarebbe meglio parlarne di persona, si tratta di mio marito; penso mi tradisca con la donna di Vincent Calibro Thompson, il boss della mala, famoso per essere il mandante di centinaia di omici efferati e... -
- Ha sbagliato numero, qui ci occupiamo di forniture di carta per gli uffici, addio. - CLICK
Mi rimisi a sonnecchiare a piè sospinto in attesa di un caso interessante; non succede mai niente qui a Scranton...
All'improvviso la porta si apre con rapido scatto: è Laverne, la mia segretaria che mi fa dice con voce concitata che sono finiti i muffin alla fragola. La poveretta non ha il tempo di spiegarmi i dettagli che scatto in piedi, agguanto il pastrano e la mia fedele cal. 45 e sono giù in strada pronto a spaccare qualche culo flaccido; devo trovare al più presto dei muffin per la colazione... cazzo! Io odio le brioches

CONTINUA

domenica 1 marzo 2015

Le cronache di Antioco; una novella fentasi TOMO SECONDO (nonchè ultimo, grazie al cielo)

Sir Antioco III, della casata della Capra Artistica, secondo del suo nome, re degli Isgrigriani, sovrano incontrastato delle Quattro Terre dell'Ovest, protettore delle genti libere del Sud- Sud est, Cavaliere dell'ordine al tavolo tre e altri titoli ancora, era in viaggio da quattro giorni e quattro notti con il suo seguito per recarsi alla vicina città costiera di "Guardacomeèaltodaquestascoglierastaiattentochecadidaischerzavoopsètroppotardipazienza".
Purtroppo furono attaccati dall'esercito di
Lord Fender, il miglior musicista più bravo e al contempo più spietato di tutto il regno, e soccombettero tutti quanti, anche perchè si fecero trovare impreparati perchè quando uno prima di partire aveva detto "magari è meglio se ci portiamo anche le spade" la risposta generale era stata una fragorosa risata condita con frasi del tipo "Ecco; è arrivato il guastafeste, ma cosa vuoi che succeda durante il viaggio, ma dai" oppure "Eh sì ah, ci attaccheranno proprio durante gli 84 giorni di cammino adesso!" o ancora "portale tutte tu, se proprio ci tieni, sfigato!"

D'altronde è pur sempre un mondo fantasy ed è così che vanno queste cose...

FINE delle Cronache


P.s. dopo i titoli di coda: In realtà si salva solo un avvocato che fa causa all'esercito di Lord fender e dopo anni di peripezie legali vince, diventa quindi il nuovo sovrano di tutte le terre ma muore poche ore dopo avvelenato da un'overdose di zucchero di barbabietola nel caffè.

Sul perchè (quasi) nessuno commenta questo blog

Questo blog molto probabilmente non viene commentato da (quasi) nessuno perchè è una merda.






P.s. Ultimamente almeno è aggiornato molto di frequente.






P.p.s. Però almeno un commento ogni tanto...






P.p.p.s. Comunque anche io vi voglio un poco bene...

martedì 9 dicembre 2014

Un tranquillo week end pieno di colloquio

Martin Saltapescatore aveva passato tutta la mattina teso per il colloquio; per calmare un po' i nervi aveva bevuto quarantatrè caffè neri doppi lunghi in tazza grande, ma non era servito a un granchè perchè si sentiva ancora tutto un fascio di nervi. Alle 11 meno tre minuti varcò l'enorme portone d'ingresso della Chevychaseinunnataleesplosivo Enterpraises Incorporated Magagalattic Supercazzolated (conosciuta in tutto il globo come C.E.I.M.S. o anche come Ceims Din) e si diresse verso l'enorme bancone della reception. Guardò in su ed osservò la faccia da sorcio del portiere cinque metri più in alto (il bancone era veramente enorme). Dopo qualche secondo di silenzio la voce stridula del sorcio/portiere squittì un timido -cazzo vuoi?-
-Io avrei un colloquio di lavoro col signor GaiusBaltar Delletrevenezie alle 11 in punto... se così compiace a vossia, messer portiere del casato del sorcio infiltrato - Martin aggiunse queste ultime parole in un secondo momento, quando gli sovvennero le regole della buona educazione cavalleresca che aveva imparato dai suoi istitutori sin dalla più tenera età (24 anni).
-Me cojoni- fu la risposta ferma e immediata del Lord coi baffetti appuntiti assiso sul quell'alto scranno receptionistico, seguita poi da esaudienti spiegazioni -vadi per di lì, 74º piano, settecentoventottodecima porta a caso-
Martin, leggermente perplesso, tentò di chiedere alcune ulteriori delucidazioni -Mi scusi, non ho capi...-
 -Nun me devi da rompe li cojoni!- e sua grazia a guisa di pantegana riprese a leggere il giornale di gossip da cui aveva staccato lo sguardo per interloquire col nostro protagonista.
-Molto bene, allora proseguo- e così Martin si lasciò alle spalle quel simpatico banco informazioni (che adesso da lontano sembrava alto normale) e raggiunto l'ascensore, che partiva dal 73º piano, raggiunse il 74º in un batter di ciglia. Dopo un po' di bighellonamento a casaccio la sua attenzione fu catturata da una targa posta su una porta blindata che diceva "GaiusBaltar Delletrevenezie direttore megagalatticherrimo di questo posto. Si prega di bussare prima di scassinare la serratura".
Il Saltapescatore si guardò in giro nella speranza che passasse qualcuno a cui chiedere il significato di quella dicitura; era molto emozionato dalla prospettiva di ottenere quel posto di lavoro e non voleva rovinare tutto per un inezia. Purtroppo non passò nessuno a parte duemilaquattrocento impiegati che seguivano un mezzo capetto con fare molto lecchinesco. Non li volle scomodare e non chiese nulla ma ebbe un intuizione folgorante e sfondò la porta con una poderosa spallata (si sfondò anche la spalla in realtà ma fece finta di nulla per mantenere un dignitoso contegno). SCRACK, , il Martin ti carambola nell'enorme uffico ruzzolando sul pavimento accompagnato da numerose schegge d'ebano appartenute alla porta in noce, fino a sbattere sotto la scrivania dell'alto papavero.
- Oh, buongiorno. Lei deve essere il sign. Schivaapicoltore; la stavo aspettando-
- Veramente sarebbe Saltapescatore; comunque sì, sono io -  e dopo essersi alzato e scassato di dosse la povere e le schegge di legno tese la mano all'austera persona che avrebbe deciso del suo futuro lavorativo. Quello contraccambiò con una stretta decisa. - Piacere, io sono mister Delletrevenezie, ma lei può chiamarmi esattamente così come le ho appena detto; ma veniamo al sodo, mi racconti un po' del suo curriculumvite-
- Bene allora; immaginando che avrebbe gradito una dettagliat...- Martin fu interrotto da una squassante e fragorosa risata sguaiata; era il pezszo da novanta che si stava sbellicando davanti a lui, tenedosi la pancia da tanto ridere.
- Mi scusi, ho detto qualcosa che non andava? -
- Ah ah ah... Gradito...gradito...ah ah ah, che parola assurda e ilare... ah ah ah...- e giù a ridere sempre più forte
- Mi scusi, io non capisco... è un semplice participio passato del verbo gradi...-
- AH AH AH AH... Participio! Participio! Questa è esilarante! AH AH AH AH AH AH...-
Il signor delletrevenezie adesso piegato sulla scrivania a ridere come non ci fosse un domani, Martin restò qualche secondo basito, poi la decisione risoluta si fece avanti nella sua espressione; si alzò di scatto dalla sedia, estrasse due colt gemelle dalle fondine sotto il completo elegante e le puntò entrambe dritte al petto del ridanciano datore di lavoro.
- Adesso basta ridere!- BLAM! BLAM! Entrambe le bocche fecero fuoco simultaneamente colpendo in pieno petto il disgraziato parruccone che fu catapultato all'indietro dall'impatto dei proiettili e sfondò la vetrata alle sue spalle (che era antisfondamento dall'esterno) e precipitò per i milleseicentoquaranaquindici piani del grattacielo che aveva costruito suo nonno e il nonno di suo nonno prima di lui, sempre continuando a ridere.
- Fanculo; adesso questa è la mia impresa - disse ad alta voce Martin mentre prendeva possesso della poltrona padronale Ikea in sconto al 30%. Poi si accese un pregiato sigaro di cioccolato e tiranto una voluttuosa boccata mise dito all'interfono. Dall'altro capo una voce gracchiante e alquanto seccata buttò fuori -sì, capo?-
- Portami un caffè ristretto macchiato dolce con tanta panna in tazzina, sorcio di merda!... E spiegami un po' che facciamo qui, se così ti compiace! -

FINE

Gerundiando in una giornata qualsiasi

Buongiorno, oggi prenderemo in esame un argomento semplice ma che potrebbe cambiare la nostra scialba vita per sempre (attenzione; non ho detto in meglio). Avete mai pensato alle molteplici applicazioni verbali del gerundio e di quanto potrebbe semplificarci la comunicazione se usato in maniera arguta? Noo??? Infatti, anche se tutto ciò essendo fantastico, oggi è meglio sparare un ennesimo racconto zombie che tanto...
Facevo il truffatore tuttofare da una vita, prima di imbattermi in Chostan Chase, lo sbirro che mi arrestò rovinandomi la carriera. E salvandomi la vita. Perchè quando scattò l'apocalisse zombie, i putridi risorti non entrarono nella prigione federale del uisconsin ove mi trovabbi. Probabilmente avevano paura di essere arrestati. Comunque le guardie erano tutte uscite a capire cosa succedendo e probabilmente morendo. Io e i miei compagni di sventura riuscimmo ad aprire le serrature delle celle e ad armarci di tutto punto attingendo dalla scorta di armi del fu sceriffo William Tucston, poi fummo pronti ad uscire e a farci strada a colpi di shotgun fino alla Jeeppippa più vicina e a fugare alla velocità della luce verso il primo avamposto di sopravvissuti. Grosso errore....
CAZZATE CAZZATE CAZZATE! IMPUBBLICABILE! ANCHE PER QUESTO BLOG! MI OPPONGO CENSURANDO!!!

lunedì 25 agosto 2014

Gente che explode a casaccio

- Il Signor Pidgeon Pidgeonis, noto investigatore privato belgioso (non francioso), risolse brillantemente l'ultimo caso su cui stava lavorando, poi esplose.

- Alfredo Maggiordomodibatman stava riponendo l'ultimo piatto nel lavabo, con la solita cura certosina, quando la sua curiosità fu attratta da un piccolissimo insetto che si stava calando dalla mensola sopra la sua testa. Allungò dunque il collo per osservarlo più da vicino e con enorme sorpresa vide che si trattava di un insetto meccanico, con telecamera incorporata; di certo l'ultimo ritrovato di Mario Jokernemicodibatman per carpire i segreti del suo principale, pensò Alfredo. Stava così per andare ad avvisare il suo datore di lavoro, sign. Bruco Inrealtàsonoiobatman, quando inavvertitamente esplose.

-  "Maccheccazzononvisento" proruppe il sergente maggiore Hartman, rivolto al pidocchioso gruppo di reclute giunte da pochi giorni al campo di addestramento di Parris Island, poi esplose.

-  Utrix Pidgedagleg, del pianeta E4trisghtk  impostò il navigatore automatico sulla rotta della galassia delle anguille, per andare a conoscere il suo contatto al bar intergalattico conosciuto come "la tana del Pruiogvjndj". Se tutto fosse andato come previsto, al termine di quell'ultima missione sarebbe stato così ricco da potersi ritirare a vita privata e addio a tutta quella merda imperiale e governativa, ai viaggi nelle proto-atmosfere per consegnare pochi grammi di Srighgj e ai rifornimenti illegali sui maledetti pianeti dell'anello di Gugojd.
Quindici ore dopo la Centennium Aquilon, una vecchia navetta imperiale rimessa a nuovo con parti illegali da un astromeccanico di Xujrfioei, si appoggiava delicatamente al suolo, permettendo al suo pilota di scendere. Utrix si guardò attorno con fare sospettoso, poi iniziò a camminare in direzione della Tana, purtroppo per lui però poco dopo esplose.

-  Il Magnifico Rettore aveva appena terminato il colloquio con l'avvocato Maronno Intoccabilis; il piano era ormai pronto e il mondo sarebbe stato presto in mano sua, non fosse stato per il fatto che esplose.

- Gigildo Improbabile tirò su il più magnifico esemplare di trota salmonata della sua vita, avrà avuto almeno 700 mila tonnellate di lunghezza, poi esplose.

- Sir Necstueivo  Incomingus tentò (invano) di estrarre la leggendaria spada dalla roccia, poi esplose.


Era da tanto che non scrivevo una cazzata così (ed eravate tutti più contenterrimi di sicuro, lo so). yeah!



domenica 6 luglio 2014

Superbol al vetriolo

Cari amici, gentili amiche; è con rammaricata serenità che voglio darvi una forse interpretabile notizia: sto per scrivere l'ennesima troiata. Ebbene sì, oggi vi voglio narrare di quando, diversi anni fa oramai, facevo il cronista sportivo...
Mi trovando alla stadio per la consueta telecronaca della finalissima del Superbol di macchiavelli/tresette che si tiene ogni 4 (sette) anni nel supercomplesso sportivo "Osteria al Cane Lercio" di via Barembaus a Divača (NY). I 4 finalisti entrarono dalle porticine laterali e si sedettero alle postazioni allestite per l'occasione con copioso dispendio di danaro pubblico; un tavolaccio di legno grezzo macchiato di Terrano d.o.c. e 4 sedie di legno massello un po' sbilenche (una era di Ikea).  Giovinciano Sgalambrosio, Manlio Scalalapietra, Fredonio Sputacchione e Lele Mazzacapra; Questi i nomi degli agguerritissimi concorrenti alla palma di "miglior smazzacarte" di tutto il triveneto niuiorchese. Inizia la prima mano a Macchiavelli (useremo un po' di presente storico);Fredonio  inanella da subito una sequela notevole di tris e scale come non ci fosse un domani mettendo gli altri alle strette, dopo poche mani sta per chiudere; ha le ultime due carte in mano mentre gli avversari hanno ancora quasi  tutta l'apertura sul groppone ma inaspettatamente Giovinciano, che gioca di mano subito prima dello Sputacchione, riesce a mettere in tavola tutte le sue tredici carte. Inizia ad esulta alla faccia di Fredonio, che ha un principio di infarto, poi sale sul tavolaccio e inizia ad urlare in faccia ai tre avversari "SUUUUUCA" accompagnando il tutto con gesti poco consulti per un salotto regale ma perfetti per la cornice del torneo in atto. Qualcuno cerca di blandire il suo entusiasmo ricordandogli che ha vinto solo la prima mano e che la sfida è ancora lunga, ma lui se ne frega e come preso da un'inarrestabile frenesia da vittoria compulsiva bilaterale si cala i pantaloni e si batte le chiappe con la mano in segno di scherno verso tutto e tutti.
E fu proprio a questo punto che accadde il fattaccio che il mondo ricorda come "l'attacco dei robottoni giganti malefici"; un attacco di robottoni giganti malefici. Erano alti come grattacieli e distruggevano qualsiasi cosa gli capitasse a tiro. Io e gli altri ragazzi del team dei telecronisti, che in realtà eravamo una squadra super segreta di difensori della terra, scendemmo subito nella base segreta costruita proprio sotto al "Cane  Lercio" ed entrammo nei super robbottoni giganti buoni per dar vita alla più grande battaglia di robottoni giganti che il mondo ricordi.
Ovviamente vincemmo e salvammo il mondo col solo effetto collaterale della distruzione di tutti i grattaciel dell'America del nord (definizione geografica tratta da Risiko).
Viva.

lunedì 19 maggio 2014

Una piccola riflessione attorno allla mediaticità dei media attuali

Punto primo: il titolo è troppo pseudo-intellettualoide; non ci piace. Dopodichè: Ormai quasi tutti hanno una pagina Feisbuc quindi i blog chi li caga più?! Machissenefrega dico io e sfido le leggi della domotica continuando imperterrito a scrivere questo diario vjrtuale che tante gioye sa elargire.
Quest'oggi voglio affrontare un argomento d'attualità di cui nelle ultime settimane si sta discutendo su quasi tutte le testate di livello internazionale e nelle principali trasmissioni tv mondiali, perchè Il blogs è anche Cooltura!
Politica! direte arrogantemente voi... no. Calcio o sporte in generale? proverete timidamente a chiedere allora... no. Macchine?! Azzarderete con falsa sicurezza, giunti a questo punto... no. E allora non resta che la figa! Esulterete dunque trionfanti... ebbene no, miei cari, no. Parleremo del treno: sì, perchè il treno è sempre il treno...
Ci si può salire da soli, in due o in numero che va da quattro + infinito( si fa per dire); in tre-no.
Se ci salgono tre persone di nome Nino diventa un tre-nino.
Se passa dalle parti del Sudtirol diventa un Tren-t-o.
Se viene usato per bloccare un'auto in corsa possiamo dire che funge da treno-a-mano.
Se per sbaglio lo perdi... ma come cazzo fai a perdere un treno?! Mica è tanto piccolo! Frugati bene nelle tasche e la prossima volta sta più attento a dove lo metti.
Se lo prendete ogni giorno diventa proprio un tren tren quotidiano.
Se volete dare delle sberle ai passeggeri affacciati, stile Amici miei antani anche per lei come foste in due o vicesindaco facente funzione di ispettore tombale, assicuratevi che il treno sia in partenza.

E anche oggi abbiamo fatto servizio pubblico AH AH AH AH AH AH AH AHAHAHASHSHAHAHAAAAAAAAAAAARRRRRRGGGGGGGGGGGHHHHHHHH!!!!!!!!!!!



mercoledì 14 maggio 2014

Non vorrei andarci di mezzo io

Era una piovosa mattinata di giugno quando me ne stavo per i fatti miei a raccogliere i coriandoli residui dal carnevale passato, nella piazzetta di 2000 ettari quadrati della mia città (o cittò che dir si voglia), situata all' interno della mia città. All'improvviso una voce alle mie spalle. - Cazzo guardi?!-
Giratomi di scatto basito e perplesso gentilmente rispuosi - Cazzo vuoi tu?!- Signori miei, non l'avessi mai fatto: il tipo era alto almeno 3,5 metri e pesava almeno 3,5 tonnellate. Subito subito tentò di colpirmi con un fendente dell'enorme spadone a 2 mani che egli roteava disinvoltamente con sole tre dita. Schivai rotolando a sinistra, e fui subito in piedi, pronto allo scontro. Purtroppo però mi resi conto di essere disarmato poichè quella mattina, quando ero uscito di casa, non avevo previsto un duello mortale nei miei piani, così optai per una pronta fuga. Mostrandogli agilmente il dito medio, iniziai a correre verso il centro storico della cittò (o città che dir si voglia) per infrattarmi in qualche viuzza appartata e sfuggire all'ira di quell'omone che forse era un tipo gentilissimo ma quella mattina si era alzato col piede sbagliato. Purtroppo fallii miseramente l'intento, perchè mi ero nascosto dietro un palo sottile e si vedeva un pezzetto dei pantalone che usciva, e morii con la testa tagliata di netto. Tutto questo per dire che ora sono in un finto paradiso a far da comparsa in una serie di orride pubblicità del caffè, e per darvi la morale che è questa: non dite mai "Cazzo vuoi tu?!" a persone alte 3,5 mt e dal peso di 3,5 tonnellate.
Alè!

domenica 23 marzo 2014

Una tipica storia da bar

Era pomeriggio inoltrato da un paio d'ore nella piccola metropoli di Merdgrigr e il piccolo Yukito Niganorakesci (nativo del Molise) stava giocando, come ogni giorno, al biliardino nel pub sotto casa con i soliti "amici da bar": Gianni il Merda, Eustfemio Cazzone; Mario e Lollo, detti "Induenonfannouno" e Capitan Sigaretta.
- Passa in attacco, ma non fare la girella; dai, Merda! -
- No, alza gli attaccanti che ora faccio gol col portiere, vai, vai, cazzo! - E il Merda caricò il colpo e tirò...
purtroppo l'imprevedibile effetto del tiro secco da portiere-a-portiere si rivelò più fatale del previsto; la pallina schizzò alta fuori dal campo da gioco e colpì in piena fronte l' armadio a tre ante che stava sorseggiando sussiegosamente il suo orange-moka-frappuccino al bancone.
- Ora morirete tutti - disse questi alzandosi di scatto e ribaltando per la rabbia tutto il bancone, compreso l'espositore delle cipolline e lo scaffale coi regali di Natale.
La situazione si fece all'improvviso critica: i sei amici con le spalle al muro, davanti a loro il bestione rabido e con non pacifiche intenzioni, la poca altra clientela e il barista se l'erano filata (come sempre); per chiamare le forze dell'ordine e salvare quei poveri ragazzi, direte voi? No; per la semplice paura di morire. Iarisatbl, il barista, era un tipo tanto pauroso che aveva costruito un altro bar un paio di vie più in la e possedeva parecchie identità false per iniziare, al caso, un'altra vita sotto copertura (ma sempre come barista).
L'omone era talmente incazzato come un'ape, che il colorito della sua pelle aveva iniziato a virare verso il verde - verde viola, la sua massa muscolare aveva preso a gonfiarsi tanto da strappargli la maglietta e rivelare una struttura micidialmente massiccia e il tipico tatuaggio sul pettorale destro col cuore trafitto da una freccia e la scritta "I love Risi et Bisi" (il tutto disegnato malissimo, tra l'altro). Era divenuto alto più di tre metri e stava continuando a crescere, mentre avanzava verso i poveri disgraziati distruggendo tutto ciò che trovava in mezzo. Fu proprio questa la salvezza dei sei inetti; mentre stavano con le spalle al muro (o, per dirla giusta, al cesso delle donne, chiuso a chiave, con la chiave in tasca al camaleontico barista) e la montagna umana era a pochi cm da loro, crebbe un po' troppo e si ruppe il collo sul soffitto.
La partita potè venir conclusa; il barista non dovette per il momento bruciarsi una delle sette identità false che gli restavano, e il gruppo dei sei fancazzisti da quella volta venne riconosciuto col nome Dievengers, perchè l'energumeno che avevano per così dire sconfitto, si era rivelato poi essere un supercriminale ricercato in tutto il mondo (immaginario del mio gatto).

venerdì 21 marzo 2014

Nius che non ci si crede

In seguito ad un'invasione di bruchi spaziali nel lavandino di casa mia, si è creato un varco spazio-tempo-socialnetwork, grazie al quale ha preso forma la pagina feisbruc di cotanto blog. Non ci credete? Neanche io guardate un po' qui quo qua...
sono senza parole...

BWAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHH

mercoledì 12 marzo 2014

Avendo un blog

Che potrebbe anche essere pure un glog (o grog se giocare a Monchi Ailand), volendo. Comunque non è facile essere uno dei comunicatori più in voga ( gli Abbagnale ne sanno qualcosa) del momento, anche perchè un momento passa subito  ma il comunicatore resta (in pace, se non lo disturbano in eterno), e che fa? E che ne so io... ah sì, io so perchè son io, scusate. Ma so di non sapere, quindi mi autoparadosso (o paro un dosso in auto) e vi dico la seguente verità falsa: una delle molte critiche che il mio blog subisce quotidianamente (si sa che chi è al top deve subire continui attacchi; fa parte del gioco... ma io che cazzo c'entro?) è che, per l'appunto (o appuntato se di carabinieri si parla) è poco chiaro, a volte incomprensibilj jvru scrigrrft gj òhjk pj j scherzavo.
Siccome da piccoli quelli come me gli hanno detto che dovevamo studiare perchè un giorno avremmo tenuto le redini del mondo, io ho studiato bloggologia all'università (dei Looney tunes) e subito subito ho iniziato la mia ttività, prima da solista, in seguito con un gruppo punk-rock e poi nuovamente da solista, che è meglio. Se pensate che, sbagliato! Già sul fatto di pensare potremmo star qui squisitamente a disquisire all'infinito, ma siccome l'infinito in quanto tale non è reale, perciò finito un altro litro grazie, allora non lo famo. Stacce, come dicono quelli delle mie parti in un'altra città.
E se poi fossero solo due cose come Vicesindaco, non so se mi spiego? Allora saremmo fottuti davvero. Ma questa mi hanno dato il permesso di scriverla sul bloggo.
Ma peeeerchè? peeeeeeeerchè!? Peeeeeeeeeeeeeeerrrrrrrcccccccchèèè scrivere ste robbe assurde e prive di alcunchè di logica allora, vi state chiedendo, se siete arrivati fin qui? La risposta è: perchè ho visto questo


e tutto il resto è un'inevitabile conseguenza!

lunedì 3 marzo 2014

Una perla letteraria accazzo (dicane)

Con la funzione completamento automatico di gogol, disimpareremo pure a scrivere con la tastiera. Che ficata.

giovedì 20 febbraio 2014

Voci sparse in giro

Non è cosa facile aggiornar uno blog di cotanta importanza, che ne li contenuti dev' esser sempre significativo e mai miserevole. Andate in culo.  Se volete gli scritti, gli scritti avrete; se volete li scarabocchi, li scarabocchi avrete; se volete le fole, le fole avrete; se volete li soldi, no. Cose di più magnerrima importanza ci chiaman ora; andate in culo di nuovo A presto, cari amici e seguitori di tutto ciò che è lo bello della indiretta periferico-telematica docazz.

sabato 15 febbraio 2014

Con-siderazioni sabatomattutine a casaccio completo

Alcuni pensano che la verità sia scomoda. Provate a prendere una taglia di più la prossima volta.
E adesso potrei scrig... scriz... scrivere miglioni di cazzate, ma devo andare al corso di spiedini di panda finanziato dal wwf (uord vrestling federescion), per cui come si dice nella mia terra d'origine, ciò è la Spagna, adiè.


Fir,ato, uno stronzo qualunque che passava di qui e ha trovato pagina aperta su "nuovo post"

giovedì 13 febbraio 2014

Quotidianità moderna (modernità quotidiana)

Ogni sacrosanta mattina il dr. Gatto tenta di fregarmi pigolando supplichevolmente davanti al mobile/dispensa a scomparsa dove sono racchiuse in maniera irraggiungibile le crocchette che tanta gioia sanno dare. Lo fa la prima volta, e quelle gli spettano di diritto contrattuale quindi non c'è problema. Poi lo rifà tre minuti dopo. Tenta di fregarmi. Pensa che me ne sia dimenticato, distratto dallo straziante verso che indica richiesta di cibo in sovrappiù. Io non cedo. Poi lo rifà con ogni individuo che si avvicina al mobile, anche solo se passa di li ma non è la sua meta. Il Dr. Gatto ha studiato psicologia, tra le altre cose; sa come prendere le persone, sa su quali emozioni fare leva e come convincerle a fare ciò che vuole. Il dr. Gatto un giorno vorrà conquistare il mondo e forse per riuscire a perseguire i suoi folli piani di conquista stile Risiko scala 1:1 si alleerà col mignolo e il prof. Nacchio, prof|! Accipoffa aggiungerrei anche e peersino. Apro le persiane e la luce del mondo in questo nuovo giorno inonda le nostre sonnecchiose vite. Io mi preparo per portare avanti, come ogni giorno, la bandiera della cretività cromo-tessile nel mondo; il doc. Gatto si mette in un angolo e fa finta di essere stato sconfitto anche oggi; ma so che in realtà sta cogitando qualche assurdo piano per entrare nel mobile e ottenere accesso illimitato al contenitore delle crocchette. E quando ci riuscirà il mondo dovrà prepararsi ad essere conquistato entro breve. Penso che il Dr. Gatto abbia fatto costruire in qualche mega hangar sotterraneo una serie di giganteschi robot mostri stile pacific rim con cui sferrerà qualche attacco iniziando come sempre da Tokyo. Devo andare a progettare degli enormi mecha... non c'è più molto tempo... vi farò avere a breve mie notizie... spero.



Ma un blog non doveva essere una sorta di diario "personale"; uno strumento col quale uno si racconta agli altri?!... Ma che cazzo di vita faccio io allora?!... Buh?!













Esticazzi?!

martedì 11 febbraio 2014

Sono sicuro che...

- Qaesto (dittongo) blog fa ridere tantissimissimo... solo me;

- Non basta essere iscritti ad un gruppo di creativi su feisbuc per essere davvero creativi ma basta essere iscritti ad un gruppo di cretini per esserlo:

- Se fossi più simpatico sarei meno antipatico;

- Non so scrivere bene ma sono convinto di saperlo fare e siccome la convinzione crea realtà, io so scrivere bene;

-  A questo punto qualcuno avrà già smesso di leggere;

- A voi, mio affezionatissimo pubblico mancano tantissimo le belle storie di una volta (quali?!);

- Che ora è? Le 13.27;

- Stare troppo tempo davanti alla tv fa male, soprattutto se è accesa...  stare dietro potrebbe essere più interessante... a guardare le prese;

- Hhhhssss... Luke, hhhhssss, sonon tuo padre, Hhhhsssss. E adesso escimi tutte le paghette stellari arretrate;

- Spesso ascolto musica di merda. A me piace. Ma è musica di merda comunque;

- Spesso (come sopra ma sostituire "ascolto musica" con "guardo film");

- A tutti quelli che mi vogliono bene: ve ne voglio anche io;

- A tutti quelli a cui vorrei dare dei soldi se ce li avessi: potete darmeli voi se ce li avete... così poi ce li ho io e ve li posso dare:

- Basta;

- Ho rotto il ca...;

- Mo' davvero;












- L'ultima: caccccccccccccccccccccccccccccccccccca!